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Cef, il colosso cooperativo per la distribuzione del farmaco

Costituita nel 1934 a Brescia come cooperativa a mutualità prevalente di soli farmacisti, oggi opera in otto regioni ed è la quarta azienda a livello nazionale nella distribuzione intermedia

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Cef, il colosso cooperativo per la distribuzione del farmaco

di Laura Viviani - Italia Cooperativa

 Iniziarono in 12, a Brescia, con un capitale di mille e duecento lire. Dal quel gennaio del 1934 quella che allora fu chiamata Cooperativa bresciana fra esercenti di farmacie ha travalicato i confini della provincia e della regione, creando nel tempo una rete di oltre 1000 farmacie, tra private e comunali, con sede in Veneto, Emilia Romagna, Friulia Venezia Giulia, Piemonte e Toscana, Lazio e Puglia.

Una crescita straordinaria, che tuttavia non ha intaccato lo spirito iniziale con il quale Cef è nata e si è sviluppata negli anni: dar vita a una cooperativa a mutualità prevalente composta da soli farmacisti, che oggi è tra le maggiori a livello nazionale nella distribuzione del farmaco. Dotata di cinque piattaforme logistiche, situate a Brescia, Cremona, Scorzé (VE), Erba (CO), Pisa, Cef effettua più di seimila consegne al giorno servendo oltre 2.400 farmacie dislocate in otto regioni.

Un modo per far sì che le farmacie possano mantenere la propria indipendenza e restare salde sul mercato anche di fronte a competitor internazionali di grandi dimensioni. Questa l’esigenza che negli ultimi anni ha portato Cef a realizzare una serie di fusioni che le hanno permesso di diventare, oggi, la prima cooperativa e la quarta azienda in Italia nell’ambito della distribuzione intermedia. L’ultima operazione è quella portata a termine con Sinfarma, lo scorso gennaio, dando vita a una realtà che vanta un fatturato di un miliardo di euro, con 780 dipendenti, 1400 soci e un patrimonio netto di 84 milioni di euro.

«È strategico, per le farmacie, governare una parte importante della distribuzione che deve crescere sempre di più per non retrocedere di fronte a competitors di grandi dimensioni – ha spiegato il presidente di Cef, Vittorino Losio –. Ci proponiamo anche alle altre cooperative come polo di aggregazione forte, per portare avanti i nostri valori che sono: eticità, rispetto del capitale umano, rispetto dell’ambiente e valorizzazione del ruolo sociale della farmacia. Solo stando unite le farmacie potranno tutelare la propria libertà ed indipendenza».

«La fusione con Cef ha permesso di mettere in protezione il sistema delle cooperative di farmacie ed è una conferma della tutela che le cooperative forniscono allo stesso – ha aggiunto il presidente di Sinfarma, Paolo Gaoni –. Così andremo a creare una struttura di farmacisti su scala nazionale, ben capitalizzata e capace di competere con le grandi multinazionali. Possiamo vantare un capitale umano ed un know-how che le altre aziende non hanno e lo metteremo come sempre a disposizione dei nostri associati per crescere. La nostra esperienza nel retail sarà di aiuto alla crescita del sistema».   

Un sistema che più contare su 9 magazzini distribuiti in 8 regioni e 4 network che comprendono FarmaciaInsieme, Farmondo, Farmapiù e Piùbene. L’obiettivo della cooperativa infatti, oltre a garantire un sistema di distribuzione efficace e capillare, è quello di fornire alle farmacie associate un’ampia gamma di servizi che permettano loro di posizionarsi con più forza sul mercato acquisendo maggiore competitività grazie a servizi come le attività di marketing e la formazione del personale, piani di gestione e programmazione delle attività oltre a tutta una serie di servizi pratici come quelli di amministrazione e di gestione delle paghe.

Una grande capacità dunque di adeguarsi ai cambiamenti della società da una parte e del mercato dall’altra, quella che Cef ha dimostrato nel corso degli anni e che le ha permesso di conquistare e mantenere costantemente la fiducia dei propri soci. «La natura della nostra Cooperativa non tradirà mai lo spirito con cui siamo nati nel 1934 e siamo cresciuti – evidenzia Losio –, quello cioè di essere a mutualità prevalente di soli farmacisti, e sta proprio qui una delle ragioni del nostro successo, per cui troviamo ascolto e credibilità da parte dei colleghi che apprezzano il nostro modo di voler stare sul mercato».

«Oggi per le farmacie è necessaria una scelta di campo netta, perché siamo noi che dobbiamo decidere con chi vogliamo stare. Quando un titolare seleziona il grossista a cui appoggiarsi scrive il suo futuro: si può scegliere per lo “zero virgola” o si può scegliere per l’indipendenza della propria farmacia – conclude il presidente di Cef –. Io sono figlio di farmacista e voglio lasciare una farmacia libera a mio figlio senza immaginarlo dipendente di una multinazionale». 

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